Quando un team IT trascorre più tempo a documentare i propri usi dell’IA generativa piuttosto che a implementare nuovi strumenti, si capisce che il panorama informatico è cambiato. Nel 2024, le tendenze tecnologiche non si riducono più a un elenco di buzzword. Si traducono in vincoli normativi, decisioni di bilancio e competenze da acquisire con urgenza, spesso in tempi ristretti.
Conformità IA e cybersicurezza: il vero cantiere dei team IT nel 2024-2026
Si parla molto di intelligenza artificiale generativa, modelli di linguaggio e produttività aumentata. Sul campo, la priorità dei CIO si è spostata verso un argomento meno mediatico: assorbire i nuovi obblighi di conformità senza paralizzare i progetti in corso.
Il regolamento europeo sull’IA (AI Act) ha iniziato a produrre i suoi effetti concreti. I fornitori di modelli GPAI (intelligenza artificiale a scopo generale) devono, a partire da agosto 2025, fornire una documentazione tecnica, politiche di copyright e riassunti pubblici dei dati di addestramento. Per i modelli a rischio sistemico, i requisiti sono rafforzati.
Questo calendario modifica direttamente la roadmap IT. Alcuni obblighi classificati come “high-risk” sono stati rinviati al 2027 e 2028, creando un effetto tunnel: i team sanno che dovranno conformarsi, ma esitano tra anticipare ora o aspettare i testi definitivi. I feedback variano su questo punto a seconda delle dimensioni dell’organizzazione e della sua esposizione al mercato europeo.
Per quanto riguarda la cybersicurezza, il legame con la governance dell’IA è diventato diretto. La CNIL sottolinea che alcuni modelli possono creare rischi significativi, in particolare per un uso improprio per lanciare attacchi informatici. In altre parole, implementare uno strumento di IA senza una politica di sicurezza associata equivale ad aprire una breccia. Le aziende che separano ancora i loro team “IA” e “sicurezza” stanno perdendo terreno.
Per seguire queste evoluzioni quotidianamente, si trovano analisi regolari nell’universo informatico di Geek Newz, che copre sia gli annunci di prodotto che le questioni normative.

Competenze IT da reclutare: oltre lo sviluppatore IA
La trasformazione digitale delle aziende non si scontra più con la tecnologia stessa. Si scontra con i profili in grado di gestirla in un contesto vincolato. Si osserva un netto spostamento delle esigenze di reclutamento.
I posti di lavoro che esplodono non sono quelli che si immaginano. Lo sviluppatore IA rimane ricercato, ma le aziende faticano soprattutto a trovare profili ibridi: persone che comprendono sia i sistemi informativi, la normativa e la gestione dei progetti.
- Responsabile conformità IA: un ruolo che non esisteva due anni fa, incaricato di mappare gli usi dell’IA nell’azienda e di documentare il loro livello di rischio secondo le categorie del regolamento europeo.
- Architetto cloud sicurezza: la migrazione verso il cloud continua, ma i requisiti di sovranità dei dati e di crittografia cambiano i criteri di scelta dell’infrastruttura.
- Data governance officer: la qualità dei dati di addestramento diventa un argomento giuridico, non solo tecnico. Questo profilo fa da ponte tra la DSI, il legale e i mestieri.
- Specialista in test avversi (red teaming IA): i modelli a rischio sistemico devono essere oggetto di valutazioni di robustezza. È un know-how che proviene dal mondo della cybersicurezza ma applicato ai sistemi di intelligenza artificiale.
Il problema concreto: queste competenze sono rare e costose. I team IT assorbono spesso questi compiti oltre al loro carico esistente, il che genera debito tecnico e ritardi nei progetti di sviluppo.
Informatica quantistica e edge computing: a che punto siamo davvero sul campo
L’informatica quantistica fa parte delle tendenze citate ogni anno. Sul campo, la situazione rimane la stessa per la maggior parte delle aziende: nessuna applicazione quantistica è in produzione nelle DSI tradizionali.
Ciò che cambia nel 2024 è la consapevolezza che la minaccia quantistica sulla crittografia non è più teorica a un orizzonte di dieci anni. Le organizzazioni che gestiscono dati sensibili (salute, difesa, finanza) iniziano a inventariare i loro algoritmi di crittografia per preparare la migrazione verso standard post-quantistici. È un lavoro di fondo, non spettacolare, ma critico.

L’edge computing, invece, progredisce in modo più tangibile. L’elaborazione dei dati il più vicino possibile alla loro fonte (sensori industriali, veicoli connessi, punti vendita) riduce la latenza e la dipendenza dal cloud centralizzato. I casi d’uso più maturi riguardano la manutenzione predittiva in ambito industriale e l’analisi video in tempo reale.
Ciò che blocca ancora l’adozione su larga scala
Il principale freno non è tecnologico. È l’assenza di standard di interoperabilità tra le piattaforme edge dei diversi fornitori. Un’azienda che implementa nodi edge con un fornitore si ritrova spesso bloccata nel proprio ecosistema, il che complica la gestione multi-sito.
I team IT devono anche gestire la sicurezza di questi nodi distribuiti, che ampliano la superficie di attacco. Qui si ritrova il legame diretto tra implementazione tecnologica e capacità dei team di mantenere un livello di sicurezza coerente su tutto il parco.
Governance dei dati e sovranità digitale: l’arbitraggio di bilancio del 2025
Le aziende europee affrontano un arbitraggio che gli articoli di tendenze menzionano raramente: il costo della sovranità. Ospitare i propri dati in Europa, utilizzare soluzioni cloud qualificate SecNumCloud, formare i propri team alle esigenze del GDPR e ora dell’AI Act, tutto questo ha un prezzo.
Per una PMI, il budget per la conformità può rappresentare una parte significativa dell’importo IT annuale. Non è un freno all’innovazione, è una costrizione di priorizzazione. Non si può simultaneamente migrare verso un cloud sovrano, implementare strumenti di IA generativa, rafforzare la cybersicurezza e formare i team, a meno di avere risorse che la maggior parte delle strutture non ha.
Lo sviluppo dell’IA nelle aziende non rallenta comunque. Si struttura in modo diverso: piuttosto che esperimenti a tutto campo, emergono implementazioni mirate, documentate fin dall’inizio, con un quadro di governance integrato. È meno spettacolare di un proof of concept lanciato in due settimane, ma è ciò che tiene nel tempo.
Le tendenze informatiche del 2024 raccontano infine una sola storia: la tecnologia avanza rapidamente, ma la capacità delle organizzazioni di inquadrarla avanza meno rapidamente. I team che se la cavano sono quelli che hanno capito che conformità, sicurezza e innovazione non sono tre argomenti separati, ma tre facce dello stesso progetto.



